Centro Sangkheum – progetto n° C13

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Dal 2001, con il contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano, in collaborazione con la Ong locale Kado, Progetto Continenti ha realizzato il Centro Sangkheum che in lingua khmer significa “Il Centro della Speranza”, non lontano dalla città di Siem Reap.

A partire dai suoi inizi, il Centro Sangkheum ha fornito opportunità educative, formative e ricreative a più di 800 bambini, provenienti da famiglie svantaggiate delle zone limitrofe e che hanno frequentato il Sangkheum durante il giorno.

Per circa 300 bambini di età compresa tra 4 ed i 17 anni il Centro è stato una vera e propria casa.

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Il Centro Sangkheum è stato pensato e strutturato con piccole case in stile khmer per ospitare gruppi di 8 bambini con una mamma/educatrice. In questo modo si è voluto ricostruire una sorta di unità familiare, per chi l’ha perduta o non l’ha mai avuta. I bambini hanno avuto così la possibilità di vivere affetti e relazioni fondate sull’accoglienza, il rispetto, la continuità e la sicurezza. Ognuno di loro ha vissuto e affrontato un trauma diverso: alcuni non hanno più i familiari, altri hanno un solo genitore che non è in grado di prendersi cura di loro (sia per motivi economici che talvolta per motivi personali e relazionali). Per altri, invece, vi è la possibilità di tornare alla loro famiglia di origine (sia genitoriale che allargata) ma solo in seguito ad un approfondito e progressivo lavoro di verifica delle diverse condizioni familiari (economiche, sociali, personali, logistiche, di sicurezza etc.) e di riconnessione dei legami.

Dal 2014 abbiamo così avviato processi di riconnessione (ripresa progressiva dei legami familiari) e ricongiungimento (ritorno a casa vero e proprio) con le famiglie dei bambini e ragazzi fino ai 16 anni di età, qualora se ne siano verificate le condizioni, a cominciare dalla disponibilità in questo senso dei bambini stessi. Tutte le situazioni di ricongiungimento finora attuate sono state valutate positivamente e non hanno presentato elementi di problematicità o criticità.

I bambini e ragazzi reinseriti nelle famiglie d’origine vengono regolarmente monitorati e sostenuti, anche attraverso alcune integrazioni economiche per il loro mantenimento in famiglia (spese scolastiche, alimentari e sanitarie).

In Cambogia Progetto Continenti è considerato pioniere nel settore del reinserimento familiare, grazie alle metodologie messe in campo e all’attenzione verso gli aspetti psico-pedagogici, divenendo punto di riferimento e di eccellenza a livello nazionale ed internazionale.

077Con l’obiettivo di rendere gli adolescenti più coscienti di sé e più preparati ad affrontare la vita nella società odierna, abbiamo offerto ai residenti e non residenti formazione in inglese, in informatica e in 6 macro aree peculiari per la loro età: Salute, Famiglia e Relazioni, Riflessione Personale, Vita Quotidiana, Lavoro e Comunità/Solidarietà.

Il programma, realizzato con il supporto di varie organizzazioni esterne tra cui lo YES Center (Informa-giovani), si è dimostrato molto utile ad affrontare le loro debolezze e fragilità.

 

Una volta lasciato il Centro, i ragazzi ormai maggiorenni sono ancora temporaneamente accompagnati e seguiti da educatori a loro dedicati. Sono previsti programmi di formazione professionale e di orientamento individuale per l’inserimento nella comunità locale e nel mondo lavorativo, anche attraverso l’erogazione di borse di studio.

Progetto Continenti fino ad oggi ha sostenuto e accompagnato tutti i minori che sono stati ospitati del Centro fornendo sia beni materiali (cibo, vestiti, libri) che immateriali (istruzione, formazione, affetto, sostegno nello sviluppo della coscienza di sé e del proprio valore).

In questi ultimi anni le direttive internazionali, guidate da UNICEF ed altre grandi agenzie e organizzazioni, hanno spinto verso la de-istituzionalizzazione dei minori dai Centri di accoglienza al fine del loro reinserimento nelle famiglie o nella comunità locale. In linea con le normative internazionali e nazionali cambogiane, Progetto Continenti sta continuando il suo operato di reinserimento dei bambini/ragazzi fino al completo svuotamento della struttura.

Al momento rimangono 6 casi più difficili: 5 bambini non hanno una famiglia o parenti su cui fare affidamento e 1 bambino è affetto da una grave disabilità. Ci vorrà del tempo per valutare la soluzione migliore per loro. Fino a quel momento continueremo a prenderci cura di loro, come abbiamo fatto finora.

 

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