Notizie

“Shalom”, di Giuseppe Florio

Si tratta di uno strumento di formazione biblica in ordine all’evangelizzazione. Già ampiamente sperimentato, è uscito in prima edizione nel 1984 e ora riedito, dopo una revisione generale.
Frutto di esperienza fra praticanti e no, si colloca entro una concezione di comunità locale dalle porte aperte.
Richiede un luogo dove incontrarsi, l’annuncio e l’ascolto della Parola, la preghiera come revisione di vita, le verifiche o tappe del cammino. A tutti si chiede fedeltà agli appuntamenti e la capacità di scegliere un referente (laico).
I 25 moduli o incontri sono distribuiti in una introduzione sulla Parola, in 13 incontri sul Pentateuco e in 9 incontri sul Nuovo Testamento.
Una decina le “note bibliche” con la scansione di una verifica alla fine dei tre “blocchi”di incontri.
Facilità di approccio, scansione precisa, forma ampiamente verificata risaltano da queste pagine.

          P. Lorenzo Prezzi, Rivista La settimana n. 42 , EDB

 

In una versione completamente riveduta ed aggiornata, viene riproposto ai lettori e alle comunità cristiane questo efficacissimo sussidio per la formazione degli adulti, essenziale nella sua articolazione ma ricchissimo nei contenuti. Come spiega già il titolo, Giuseppe Florio – noto per lo straordinario zelo nell’evangelizzazione e nella testimonianza cristiana, sintetizzato in un impegno di studio ma anche di concreta solidarietà non comuni – non vi offre un’esegesi della Scrittura che abbia finalità culturali o intenti di studio critico o letterario. Il modello è invece quello sperimentato per la prima volta la sera di Pasqua, ad Emmaus, dagli affranti discepoli insieme al loro misterioso compagno di viaggio: è la spiegazione alla luce della Resurrezione di tutto ciò che, da Mosè ai profeti, si è riferito a Lui, al Risorto. Una spiegazione finalizzata alla crescita personale, spirituale ed umana tramite l’approfondimento dell’annuncio della salvezza, grazie a frequenti spunti di approfondimento teologico e a soste per la verifica del cammino individuale e comunitario. Una spiegazione capace di aprire gli occhi sul presente.

Il percorso di letture bibliche offerto da Florio non è sequenziale ma le raggruppa per temi. Si  sofferma anzitutto sul significato di “Parola”, aiutando a comprendere “come” Dio parla e soprattutto “perché”. Medita la figura di Abramo, di Mosè, le vicende dell’Esodo e dell’Alleanza, dell’”ascoltare” e del “fare memoria”. Poi Davide, i Salmi, Giobbe ed i Profeti, l’Esilio ed il Servo. E quindi i temi del Regno, della sequela, dello Spirito, della Chiesa e della missione. Ma il cuore pulsante di tutto questo cammino è la Pasqua, rivissuta attraverso una spiegazione scritturistica veramente affascinante e coinvolgente del Triduo Pasquale, culmine della vita cristiana.

Shalom è dunque un libro che quanti amano la Parola di Dio non dovrebbero trascurare, in un tempo in cui il proliferare delle parole umane non dice quasi più nulla di sensato, cioè capace di dare un senso ai giorni ed un orizzonte alle speranze. E amore alla Parola è desiderio di conoscerla e soprattutto di conoscerla insieme, dialogando e familiarizzando con essa, senza improvvisazioni ma con pazienza, con verifiche continue, con stimoli tratti dalla quotidianità, che Florio intreccia sapientemente alla Scrittura, in quella che Ravasi, nella sua premessa, definisce “la costante filigrana tematica e la trama testuale” di queste pagine. Shalom è perciò una dispensa utile e colma per trovare quello che Primo Mazzolari chiamava “il pane per tutte le ore”: la Parola di Dio capace di alimentare e far vivere nell’oggi.

          Tiziano Torresi, Rivista Rocca, 1 Dicembre 2015, Assisi (Segretario Nazionale MEIC)

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La marcia Perugia- Assisi nel nome dei diritti universali dell’uomo

Carta dell’Onu, la marcia Perugia- Assisi nel nome dei diritti universali dell’uomo

Dalla Conferenza di Padova parte la grande mobilitazione per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

di MARINO BISSO

Anche la Marcia Perugia Assisi si svolgerà all’insegna dell’Anno dei diritti umani indetto dall’Onu. E sarà uno dei momenti più importanti della mobilitazione straordinaria del mondo dell’associazionismo e del volontariato e per “contrastare le violenze, guerre, terrorismo, discriminazioni e disuguaglianze che continuano a violare la dignità umana dentro e fuori il nostro paese”. Un grande chiamata alla partecipazione attiva in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che parte da Padova lunedì 4 dicembre 2017. Qui, un prete impegnato da 25 anni nell’accoglienza dei migranti, una donna garante dei diritti dei carcerati, un giornalista minacciato dalla criminalità organizzata daranno il via alla mobilitazione per i diritti. Assieme a loro ci sarà la Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, oltre trecento insegnanti, studenti, amministratori locali, giornalisti, esponenti di organizzazioni della società civile provenienti da tutt’Italia, rappresentanti del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi e della Basilica di Sant’Antonio da Padova, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, della Commissione Europea del Ministero degli Esteri.  L’incontro è organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e da: Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, Comune di Padova, Scuola di Alta Formazione EIS-LUMSA, Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, Tavola della Pace, Cipsi, Banca Etica.

LA CONFERENZA D’INAUGURAZIONE

La Conferenza di Inaugurazione si terrà presso l’Aula Magna “Galileo Galilei” dell’Università degli Studi di Padova (Palazzo del Bo) a partire dalle ore 9.30. L’incontro, intitolato “In spirito di fratellanza” e dedicato al prof. Antonio Papisca recentemente scomparso, proseguirà anche martedì 5 dicembre. Saranno due giornate particolarmente ricche di idee, riflessioni, testimonianze e proposte dedicate alla formazione e alla progettazione di nuovi percorsi educativi centrati sui diritti ma anche sulle responsabilità personali e collettive che spesso vengono trascurate. Ma sono molti gli appuntamenti che prevedono anche laboratori che si svolgeranno presso Università di Padova. Tra gli ospiti: la cantautrice Erica Boschiero, Marco Mascia, Francesca Benciolini, Aluisi Tosolini, Flavio Lotti, don Pierluigi Di Piazza, Gabriella Stramaccioni, Paolo Borrometi, Giuseppe Giulietti, Loredana Panariti, Beatrice Covassi, Jean Fabre, padre Egidio Canil, Rosario Rizzuto, Fabrizio Petri, Gianni Magazzeni, Valeria Fedeli, Gianni Magazzeni, Jean Fabre, Elisa Marincola, Paolo Sciascia, Monia Andreani, Marco Piccolo, don Albino Bizzotto, Lisa Clark, Vittorio di Trapani, Francesco Cavalli, Guido Barbera, Rosario Lembo, Piero Piraccini, Roberto De Vogli, Gianni Magazzeni, Fabrizio Petri, Andrea Cofelice, Pietro de Perini, Claudia Pividori, Sergio Giordani, Italo Fiorin, Luciano Corradini. Le due giornate serviranno anche a lanciare un appello per far crescere il Comitato Nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  e la prossima marcia Perugia-Assisi che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018.

L’APPELLO

“ In spirito di fratellanza” è lo slogan dell’appello per lanciare l’adesione al Comitato Nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. “Basta stragi di vite, dignità e diritti. E’ venuto il tempo di riprendere in mano la bussola dei diritti umani e fare i conti con le nostre responsabilità. Non c’è pace senza diritti. Non ci sono diritti senza responsabilità. Di fronte a quello che sta succedendo nel mondo non bastano più le denunce: serve una nuova e più ampia assunzione di responsabilità. Responsabilità contro l’indifferenza. Responsabilità contro l’ipocrisia. Responsabilità contro la rassegnazione. In un tempo segnato da tanto orrore e dall’arbitrio dei più forti, dobbiamo riprendere in mano la bussola dei diritti umani e riaffermare con forza quanto sta scritto nella Carta comune dell’umanità: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. “Con questo spirito, alla vigilia del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, diciamo basta all’egoismo, alla guerra e alla competizione. Se davvero vogliamo mettere fine alla violenza e alle stragi continue di vite umane, dignità e diritti, se davvero vogliamo scongiurare un’ulteriore compressione degli spazi di libertà, democrazia e diritti e risolvere le crisi epocali che incombono dobbiamo adoperare la nostra intelligenza, la nostra creatività, il nostro tempo e le nostre risorse per prenderci cura gli uni degli altri, ripensare il nostro modo di vivere assieme, proteggere la nostra casa comune e realizzare tutti i diritti umani per tutti. Dobbiamo accrescere la consapevolezza delle responsabilità che condividiamo. Non basta rivendicare i diritti: dobbiamo fare i conti con le nostre responsabilità. Gli esempi positivi non mancano. Dobbiamo illuminarli, seguirli, moltiplicarli. Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre diffondere una nuova cultura politica nonviolenta dei diritti umani. Dobbiamo educarci ed educare in modo sempre più efficace alla pace, ai diritti umani e alla cittadinanza glocale responsabile. Abbiamo bisogno di una visione e una mobilitazione comune, di iniziative e azioni comuni. Abbiamo bisogno di donne e uomini di pace che agiscono in spirito di fratellanza”.

IL COMITATO

Sono cinque gli obiettivi del Comitato Nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. “Sviluppare un’azione straordinaria di educazione, formazione, informazione e impegno per i diritti umani sollecitando una più ampia assunzione di responsabilità di ogni persona e istituzione, delle scuole e dell’università, degli enti locali e regionali, dei media, delle associazioni, del mondo della cultura, del governo e del Parlamento; promuovere l’impegno, il protagonismo, la creatività e i comportamenti dei giovani in difesa e per la realizzazione dei diritti umani anche in relazione allo sviluppo delle competenze sociali e civiche necessarie per affrontare le sfide del nostro tempo; promuovere l’impegno dei giornalisti, del mondo dell’informazione e, in particolare, del servizio pubblico radiotelevisivo RAI nella difesa e promozione di “tutti i diritti umani per tutti”; promuovere l’impegno degli Enti Locali e delle Regioni per l’attuazione dell’agenda politica locale dei diritti umani favorendo il coinvolgimento dei cittadini e rilanciando la diplomazia delle città; promuovere l’impegno dell’Italia e dell’Unione Europea nella realizzazione dell’agenda politica dei diritti umani. E sono tantissime le prime adesioni ad essere arrivate in pochi giorni: Tavola della Pace, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Centro Diritti Umani dell’Università di Padova, FNSI, Cipsi, Articolo 21, Libera, Gruppo Abele, Rete della PerugiAssisi, Centro di Accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano, Greenpeace Italia, Associazione Antigone, Comitato italiano Contratto Mondiale sull’acqua, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, Fondazione don Tonino Bello, Emmaus Italia, Unimondo, Rete Nobavaglio pressing

LA PERUGIA-ASSISI

E’ Flavio Lotti ad anticipare le parole d’ordine della prossima marcia della pace che si svolgerà il 7 ottobre 2018. “Persone torturate, vendute come schiavi in Libia e in tanti altri paesi, donne violentate e uccise in famiglia, giovani che non trovano il lavoro, uomini che lo perdono, famiglie che non trovano casa, persone che non riescono a curarsi, giornalisti perseguitati dalle mafie e dalla criminalità, migranti che muoiono nel deserto e in mare. Non possiamo restare ancora in silenzio – non si stanca di ripeterlo Lotti, Coordinatore della Tavola della pace e del Comitato Nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – I diritti umani sono il nome nuovo della pace e la Dichiarazione Universale dei diritti umani è la Carta che, dopo una terribile serie di carneficine, ha messo l’umanità sulla via della pace. Per i cinici e rassegnati è solo un elenco di buone intenzioni. Per noi, e per la legge internazionale, è la bussola che ci aiuterà ad uscire dalla grave crisi in cui siamo stati sospinti e a ritrovare la strada verso un futuro migliore per tutti”.  E ancora: “Osiamo la fraternità. Facciamo crescere l’economia della fraternità. Educhiamoci alla pace. Fermiamo le guerre. Realizziamo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e gli Accordi di Parigi sul clima. Costruiamo una politica nuova, un’Italia e un’Europa solidale. Scegliamo la nonviolenza. Scopriamo insieme l’importanza e la bellezza della cura. Assumiamoci la responsabilità di proteggere. Difendiamo la società aperta e poi, incontriamoci domenica 7 ottobre 2018 lungo la strada che da Perugia porta ad Assisi. Ciascuno porti un segno del proprio impegno, un’idea, una proposta da condividere nel nome della pace e della fraternità”.

Fonte: Repubblica.it

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Prendersi cura è un atto creativo

di Tiziana Bonora*

Troppe persone deambulano sul globo terracqueo stupide, distratte, senza conoscere totalmente se stesse, la propria storia e quella collettiva, senza alcuna visione mistico-politica, direbbero in America Latina. Difficilmente costoro sanno prendersi cura degli altri, dei beni comuni e collettivi, dei luoghi in cui si trovano, degli oggetti che utilizzano, occasionalmente, per lavorarci o per viverci Non vedono, non osservano, non godono pienamente né di un buon cibo, né di un paesaggio, né di un profumo, né di un incontro. Poche, troppo poche sono le persone che si prendono veramente cura di un luogo, di un oggetto, di un fiore, di una stanza, di un’aiuola, di un albero, di un animale … del nostro prossimo, che da sempre però ci dicono di amare come noi stessi.

Cura, sostantivo femminile. Arte, non solo prassi. Molto, molto interessante, poiché nella definizione di arte troviamo un intero universo di significati che non potremmo definire o esprimere altrimenti. Il prendersi cura è un atto creativo, un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. È un atto rivoluzionario che modifica lo scorrere grigio e freddo delle cose con il calore e il colore dell’attenzione, della tenerezza, dell’amore. Come l’arte, la cura è un bisogno pienamente umano, originale, inciso nella storia e nello spazio di ogni quotidianità.

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La Madre Terra, le nostre case, ogni luogo in cui si pratica l’arte della cura, dovrebbero essere luoghi di protezione accoglienti, aperti, ospitali, belli, armonici. Luoghi di pace in cui la presenza e la cura di tutti e di ognuno rende più forti, più capaci di affrontare le paure, le gabbie, il disagio, le fragilità; più capaci di“amorizzare il mondo” – direbbe Arturo Paoli – a partire dalla bellezza e dalle piccole cose.

Ospiti e forestieri: l’esperienza della transitorietà che è anche leggerezza, umiltà, solidarietà con chi c’era prima, con chi ha pulito, chi ripulirà e con chi arriverà dopo. Giustizia e delicato rispetto che si leggono e si traducono in gesti concreti: raccogliere una cartaccia in terra, togliere una foglia secca da un fiore, pulire e riordinare una stanza o un letto appena usato, svuotare un posacenere o un sacco pieno di immondizia, spegnere una luce in più, sostituire un rotolo di carta igienica finito … incipiente risveglio alla consapevolezza dell’esserci.

La cura non è un optional nel cammino spirituale, si esprime in gesti, in delicata attenzione per tutti e tutto, in una lettura minuziosa e rispettosa di ogni persona e di ogni luogo pulito e ordinato, fragile pezzo di universo tutto da vivere, che è lì per noi .
Scrive Simone Weil:

“Ogni volta che facciamo veramente attenzione distruggiamo una parte di male che è in noi stessi”.

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Oggi ancora vivo la Comunità come luogo di cura reciproca, cura dei luoghi e laboratorio vivo e concreto di valori, con parole e prassi di inizio, capaci di costruire speranza e profezia, una società di donne e uomini fondata sulla comprensione, la cooperazione, la parità e la condivisione.

Le nostre comunità, le nostre città … luoghi in cui tutti noi, ogni giorno, sperimentiamo il gusto amaro del fallimento, della deriva etica, educativa e pedagogica. Ogni persona che oltrepassa la soglia delle nostra comunità dovrebbe sentirsi a casa propria, essere riconosciuta come unica e speciale. Così come ogni persona che oltrepassa la soglia della nostra comunità è chiamata a prendersi cura del luogo che la ospita, la accoglie, la circonda, la culla, la protegge.

Un caro amico e monaco camaldolese, mi invitava a osservare con attenzione la forma di una vecchia chitarra. È fatta con maestria, possiede un corpo ligneo con uno spazio interno e vasto che rimane invisibile agli occhi, la cassa armonica o cassa di risonanza: è uno spazio ospitante, perfetto e permeabile che si lascia attraversare dal flusso dell’energia sonora, accoglie la vibrazione di ogni corda e gli permette di espandersi, uscire e incantare a distanza. Ermes Ronchi descriverebbe ancor più poeticamente il concetto che vorrei trasmettere, con i seguenti versi tratti da “Servi inutili”.

Signore, tuoi servi sono i gigli del campo, servi della bellezza,
tuoi servi gli uccelli dell’aria, simboli di libertà e di gioia,
Fammi servo libero e inutile come loro
Come il fiore che nel folto del bosco fiorisce
anche se nessuno lo vedrà mai,
come l’usignolo che canta a mezzanotte
anche se nessuno aprirà la finestra ad ascoltarlo.

 

* Impegnata nel commercio equo e solidale e e con l’ong Progetto Continenti, Tiziana Bonora vive a Savona e fa parte del Comitato etico di Banca Etica

Articolo tratto da https://comune-info.net/2016/02/la-cura/

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Centenario della nascita di Mons. Romero

I nostri amici di Fundasal ci hanno informato recentemente che le attività del progetto “Ruta Romero”(in spagnolo “Mejoramiento de las condiciones de vida de la población salvadoreña a través de la creación de una ruta turística socio-comunitaria”)  continuano senza sosta e con risultati molto soddisfacenti.

Per chi non conoscesse ancora il progetto, si tratta di un’iniziativa che avrà la durata di 3 anni e che vedrà coinvolte 130 famiglie e 60 giovani studenti. Il nostro partner locale,Fundasal, collabora con la Parrocchia San Pedro Apostol di Ciudad Barrios, con il Comune, e altre realtà locali.

Attraverso la creazione di un itinerario turistico sulle orme dei luoghi dove ha vissuto ed operato Mons. Romero, saranno costruite delle nuove strutture, come ad esempio un ostello, un museo, e saranno migliorate le condizioni della comunità circostante attraverso la creazione di posti di lavoro, il rafforzamento del senso di identità della comunità locale, e la promozione della convivenza sociale, offrendo nuove possibilità di espressione ai giovani attraverso poesia, teatro, musica, pittura.

Negli ultimi mesi ci informano che sono state realizzate, come da cronogramma, varie attività, tra cui quelle di formazione con i giovani in tecniche di disegno, pittura e murales.

L’ostello per i pellegrini ed il museo sono a buon punto della loro costruzione, e la prevista ‘Guida del Pellegrino’ per la Ruta Romero è quasi pronta!

Inoltre, sembra proprio imminente la possibile canonizzazione del beato Romero. Il Vaticano sta esaminando il caso di una donna incinta e del suo bambino che si racconta siano stati miracolosamente guariti per intercessione di mons. Romero. Se tutto l’iter avrà esito positivo, Papa Francesco si recherà di persona nel piccolo paese centroamericano per proclamare santo Oscar Arnulfo Romero!
Speriamo davvero che arrivi questo momento! Il cardinale Gregorio Rosa Chavez, collaboratore di mons. Romero e ausiliare di San Salvador, ha definito questa possibilità come “il risarcimento di tutto un popolo”.

Come molti di voi sapranno,il vescovo Romero fu ucciso nel 1980 dagli squadroni della morte, a seguito di un duro atto d’accusa e di condanna della repressione del suo popolo compiuta dal regime. Aveva denunciato pubblicamente la morte di tanti bambini che venivano utilizzati dall’esercito per delineare le mappe dei campi minati. Il giorno prima di morire aveva invitato le forze armate a non eseguire ordini contrari alla morale umana.

Dal 6 al 15 agosto 2017, si sono tenuti grandi festeggiamenti per i 100 anni dalla nascita di monsignor Romero! In quei giorni, numerose celebrazioni e pubblicazioni nel mondo hanno ricordato il centenario della nascita del vescovo-martire, beatificato il 23 maggio 2015. Oltre alle commemorazioni, si è svolto un pellegrinaggio nell’itinerario che è anche nel nostro progetto: il “Cammino di monsignor Romero”, un percorso di 157 km (98 a piedi e 59 in pullman, in più giorni) dalla capitale San Salvador fino a Ciudad Barrios.

Claudia Blanco, la presidentedi Fundasal, ci ha mandato delle foto e ci ha chiesto di tradurvi in italiano quanto segue:
“Cari amici, in questi giorni abbiamo commemorato, con intensità edentusiasmo, il Beato Monsignor Romero con molte diverse attività, nella capitale, nella sua città natale Ciudad Barrios e in tutto il paese. Sono venute persone sia da San Salvador che dalle zone di campagna, tutte molto devote e motivate, desiderose di conoscere dove è nato e vissuto mons. Romero. C’erano giovani, donne, anziani, bambini. Ogni giorno si sono recati in pellegrinaggio a Ciudad Barrios per essere presenti ad ogni evento ecclesiale che è stato celebrato in occasione dei festeggiamenti. E’ stata un’esperienza meravigliosa, indimenticabile! Tra le tante attività, abbiamo organizzato anche un campeggio con i giovani di Ciudad Barrios ed altre parti del paese, per renderli partecipi delle attività commemorative e rendere vivo il suo messaggio, ancora attuale in ogni persona
Sono stati realizzati spettacoli, un cineforum sul documentario <<Bisogna sradicare il sistema alla sua radice>>, danze, musiche tradizionali…I giovani hanno dato il loro benvenuto ai pellegrini che hanno assistito ai festeggiamenti, ai corsi di pittura di murales e alla costruzione delle opere. Si sono realizzati dibattiti pubblici nei quali si è parlato di Monsignor Romero, dando enfasi alla profezia che lo portò al suo martirio. Danze, poesie, spettacoli di teatro hanno descritto la vita del Beato. In tutti i partecipanti si è notato coinvolgimento e devozione nel rendere viva la parola e la vita di Romero.”

Per chi volesse approfondire, Claudia ci ha mandato un link per seguire le attività attraverso un video:
http://www.fundasal.org.sv/wp-content/uploads/upe/continenti2_video.zip
Il cardinale Chavez, in occasione del centenario, ha proposto che la cittadina di Ciudad Barrios, terra natale del Beato, prenda il nome di “Ciudad Romero”. Ce lo auguriamo davvero!

I festeggiamenti sono stati molto sentiti e si è registrata un’ampia partecipazione. Noi tutti ci auguriamo che la figura di mons. Romero porti il popolo salvadoregno a lasciarsi definitivamente alle spalle decenni di oppressione e violenza e possa costruire un futuro di pace.

 

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Lettera da un giovane ospite del Centro MilFlores: Isaias Choc Choc

Mi chiamo Isaias Choc Choc, ho 18 anni, e vengo dal villaggio Agua Negra che si trova a 4 ore di distanza dal Comune di San Luis, nel Dipartimento del Petén. Sono il secondo di cinque fratelli, vivevo con mio padre e mia madre.
Attualmente sto frequentando il quinto anno della scuola per periti contabili.
Mia madre si dedica alla casa e aiuta mio padre nel lavoro dei campi, in particolare nella semina di mais e fagioli.
Questo lavoro purtroppo non è sufficiente per andare avanti, mantenere la famiglia e farci studiare.
Il denaro che si guadagna è poco, mio padre non ha uno stipendio fisso e per questo motivo non ci ha potuto garantire gli studi. Noi figli abbiamo aiutato a coltivare la terra, ma non è stato facile.
Io ad esempio dovevo lavorare mezza giornata e anche cercare di studiare, ma dato che non avevo i soldi per pagarmi il bus dovevo camminare due ore per andare a scuola nel villaggio Secoyab.
Ma era l’unico modo per poter studiare.
Finito il terzo anno, ho dovuto però lasciare la scuola: dovevo andare alla comunità di Machaquilalto e avrei dovuto impiegare 3 ore e mezza per arrivarci.
Così, per un anno, mi sono dedicato al lavoro per aiutare mio padre con le spese della casa e permettere ai miei fratelli di frequentare le elementari. Avevo 15 anni.
Poi abbiamo saputo che al Centro MilFlores davano delle borse di studio a giovani con poche risorse economiche ma che volevano impegnarsi davvero per avere un buon lavoro nel futuro, per potere andare avanti e aiutare le proprie famiglie.
Nel 2016 ho avuto così l’opportunità di riprendere la scuola e iniziare il quarto anno di Perito Contabile con indirizzo informatico; e siccome ho avuto dei buoni voti ho potuto studiare anche nel 2017.
 Sono  ormai due anni che vivo al Centro e grazie al mio comportamento e alla mia voglia di fare sto riuscendo ad ottenere ciò che desidero, per diventare un professionista, essere in grado di aiutare un domani i miei genitori, e in particolare fare in modo che il mio fratellino più piccolo, che ha dovuto lasciare la scuola per le difficoltà della mia famiglia, possa frequentare le elementari e riprendere a studiare.
GRAZIE Centro MilFlores!
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Ho scelto di essere un eroe!

Cari amici, vi informiamo che è stata prorogata la data di scadenza per fare la spesa al Carrefour aiutando Progetto Continenti!! 

In tutti i supermercati della catena CARREFOUR, dall’11 SETTEMBRE fino al 19 NOVEMBRE 2017 a tutti i possessori della tessera punti (sottoscrivibile gratuitamente) ogni 20€ di spesa verrà dato un bollino con un codice dietro. Usate quel codice per votare la nostra Associazione sul sito www.beasuperhero.carrefour.it
Registratevi sul sito, scegliete Progetto Continenti dal menù a tendina e inserite il codice. Con questo semplice gesto ci date la possibilità di ricevere parte dei 500.000€ messi in palio per realizzare progetti di tutela dell’infanzia.
Ora tutti a fare la spesa ma prima fermatevi a fare benzina….la raccolta dei bollini è disponibile anche per i clienti dei Distributori a marchio ESSO.

VOTATECI numerosi e condividete!
Condizioni generali del concorso visibili sul sito www.beasuperhero.carrefour.it

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Diario di viaggio dal Myanmar (seconda parte)

Come ci aveva anticipato alla fine della prima “puntata” del suo Diario di Viaggio,  Cristina ci racconta della fondazione di una nuova Associazione di agricoltori birmani, riportando anche l’intervista con il loro neo-eletto Presidente Mr U Than Zaw

 

Il 15 febbraio 2017 è stato un giorno molto importante per il progetto Sesamum in Myanmar. Proprio questo giorno, infatti, sono stati eletti dei delegati dei 30 villaggi coinvolti nel nostro progetto, i rappresentanti della prima Associazione di agricoltori di sesamo della Dry Zone, il MySFA (Myanmar Sesame Farmer Association). Che onore e emozione è stato assistere a questo evento. La stessa emozione visibile sia sui volti dei partecipanti che su quelli del nostro staff. Dopo la presentazione di ciascun candidato, con un breve discorso dinanzi all’attenta platea, si è passati alla votazione vera e propria su piccoli pezzi di carta poi raccolti in un’urna e pubblicamente scrutinati.
Le votazioni hanno portato all’elezione del Presidente e del Comitato Esecutivo, quest’ultimo formato da 3 donne e 3 uomini provenienti dalle due cittadine di nostra competenza, Magway e Minbu. In base alle competenze evidenziate sui curricula di ciascuno degli eletti, il Presidente ha proceduto a conferire a ognuno uno specifico ruolo: segretario, tesoriere, amministratore…
Il Comitato Esecutivo e il Presidente avranno il ruolo di traghettare la fabbrica di sesamo dalla sua fase iniziale ad una fase di maggiore consolidamento sia economico che politico. Questa fabbrica, grazie alla quale si potranno produrre e vendere semi di sesamo di qualità e prodotti derivanti da questo seme, permetterà ai nostri beneficiari di essere autonomi, auto sostenibili, capaci di rispondere alle esigenze che emergono durante il periodo di siccità e investire in nuove attività agricole inglobando sempre più villaggi e contadini.

Di seguito la nostra intervista al neo eletto Presidente, Mr U Than Zaw.

Quali sono i suoi sentimenti su questa nuova opportunità?
“Sono molto felice e fiero di essere stato eletto, è andata meglio di ogni mia aspettativa. Mi sono candidato perché ero molto interessato a svolgere questo tipo di lavoro a beneficio della mia comunità. Gli agricoltori oggigiorno devono fare i conti con il prezzo del sesamo fissato dal mercato, che può essere più basso dell’effettivo costo sostenuto per coltivarlo. Con questa associazione sarà possibile rappresentare una alternativa e fissare da noi il prezzo.”

Ha avuto altre esperienze del genere?
“Sono sempre stato molto attivo nel campo sociale, ho fatto il volontario per altre associazioni internazionali nelle tematica sanitarie e di protezione dei minori e ho rappresentato le istanze dei coltivatori della Dry Zone a livello governativo.”E’ soddisfatto del progetto Sesamum?
“Certo, sono molto fiero di farne parte poiché non ho mai avuto a che fare con questo tipo di opportunità.
Ci sono stati molti progetti in questa zona ma tutti portavano un beneficio a breve termine, mancava un supporto tecnico una volta che il progetto si concludeva. Con l’istituzione del MySFA, invece, si vuole facilitare la creazione di una impresa sociale che punta alla sostenibilità dell’intera comunità nel lungo periodo.”

Quali sono i suoi impegni e speranze per il futuro?
“Ci saranno sicuramente dei momenti difficili e delle problematiche ma sono sicuro che riusciremo a affrontarle grazie al dialogo e alla comprensione. Desidero che l’impresa possa svilupparsi, cogliere tutte le opportunità che verranno e aprire le sue porte a nuovi villaggi e agricoltori.”

Cristina Salamone (Ufficio Progetti Rendicontazione)

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