Editoriale di Giuseppe Florio per la Pasqua 2016 | Progetto Continenti

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Cari Amici,

in occasione del Natale ci eravamo detti che è sempre bello poter affermare “Natale con i tuoi”, soprattutto quando questo rappresenta un momento di gioia; e ci eravamo anche detti che purtroppo si tratta di un’ esperienza che a molti non è possibile vivere.

E ora, in occasione della Pasqua, cosa dirci? Per i credenti la Pasqua è il momento forte in cui si rinnova la speranza. E oggi più che mai, immersi come siamo in questa civiltà gravemente malata, sarebbe necessaria una speranza che abbia anche un risvolto politico e sociale rilevante e innovativo.

Tutti voi ricorderete lo slogan che animava spesso le nostre piazze, incontri, convegni: “un altro mondo è possibile”. Lo abbiamo detto e ripetuto con convinzione.

Cosa ne pensate? E’ ancora valido? Personalmente ritengo che quelle parole non bastino più.

Il grande problema che oggi abbiamo di fronte non è tanto la crisi migratoria, anche se indubbiamente si tratta di un grave fenomeno epocale.

Ma che dire dopo quasi trent’anni di neoliberismo? Ci hanno predicato una fede cieca nella ‘moderna’ economia di mercato. Ha trionfato un’ ideologia che non aveva bisogno di rappresentanza politica, di partiti strutturati. Sembrava poter bastare solo una fiducia disimpegnata nella misteriosa ‘mano invisibile’, che in un quadro di concorrenza spietata e crudele, ci avrebbe assicurato progresso e benessere. La realtà dimostra che nel mondo globalizzato le forze produttive sono sempre più concentrate in gruppi potenti e ristretti. E vorrebbero anche convincerci che le disuguaglianze endemiche e le nuove povertà sono solo effetti collaterali necessari al processo di sviluppo. E in questo quadro la “globalizzazione dell’indifferenza” – come l’ha chiamata papa Francesco – può dilagare.

Quello che vediamo di fronte a noi è un mondo crescente di umiliati, di vinti, di “scarti”. Senza reali opportunità nell’orizzonte del loro futuro.

Nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo a passi accelerati, sono sempre più convinto della necessità non più rinviabile di nuove forme di vita e di cultura, di relazioni nuove con la natura e con gli altri. Oggi dovremmo forse affermare: “un altro mondo è necessario”.

Che la Pasqua ci dia la forza di continuare a sperare contro ogni speranza!

Buona Pasqua a tutti voi!

Giuseppe Florio

(Presidente)

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