Guatemala

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Guatemala: revocato il mandato alla Commissione ONU contro l’impunità

CITTA’ DEL GUATEMALA –  Le ultime nuove del governo di Jimmy Morales sono niente di meno che la revoca del mandato della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala. Davanti a questa notizia, che scuote la già traballante situazione odierna del centroamerica, Erika Guevara Rosas, direttore di Amnesty International America, ha dichiarato: “La decisione del governo di non rinnovare il mandato della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala, proprio quando il Congresso deve analizzare l’udienza preliminare contro il presidente Jimmy Morales, è una chiara manovra per indebolire la lotta contro l’impunità nel Paese”.

L’ombra di un colpo di stato. L’ultimo venerdì di agosto, il presidente Jimmy Morales ha lanciato il sasso, informando della volontà di violare l’accordo con le Nazioni Unite, stipulato dieci anni fa, in cui si istituiva la Commissione Internazionale contro l’impunità nel paese centroamericano (CICIG). Il CICIG è un organismo internazionale indipendente, il cui scopo è sostenere le istituzioni statali nelle indagini sui crimini commessi da membri delle forze di sicurezza illegali, cercando di smantellare questi gruppi clandestini, spesso collusi con lo stato. Oggi Morales non vuole rispettare gli ordini che la Corte costituzionale ha emesso, definendo le loro decisioni “illegali”. Durante l’annuncio del Presidente, era presente un insolito spiegamento di forze di sicurezza, proprio di fronte alla Commissione, un messaggio intimidatorio diretto a chi lavora per la giustizia e i diritti umani. Molti politici, diplomatici, giornalisti e attivisti si dichiarano preoccupati e sospettano che il governo stia per dare un colpo di stato.

Il timore di azioni violente. Ma andiamo per ordine, nel quartier generale della CICIG non sono mancati i momenti di tensione. Infatti già si temeva che le autorità entrassero per rimuovere con la forza il commissario, Iván Velásquez, il procuratore colombiano che dal 2013 ha dato una nuova direzione alle indagini concentrandosi sulle strutture di corruzione che collegano i grandi gruppi imprenditoriali, criminali e dei media con politici, funzionari e giudici. Un anno fa Morales ci aveva già provato, dopo che suo figlio e suo fratello erano stati accusati di corruzione, proprio dallo stesso Velasquez, che venne dichiarato persona no grata: una decisione annullata dalla Corte costituzionale.

Una minaccia per la stabilità del Paese. L’allontanamento coatto del Commissario Velasquez. L’allontanamento coatto è riuscito lo scorso martedì, approfittando di un viaggio di Velasquez a Washington Morales lo ha dichiarato una minaccia per la sicurezza e la stabilità del paese, vietandone il ritorno in Guatemala e chiedendo la sostituzione con Guterres, il quale si è negato esplicitando i suoi dubbi sulla legalità della decisione e affermando che il commissario continuerà a guidare le indagini dall’estero. La legge sull’immunità crea scontento nella società civile. Nel frattempo, una parte del Congresso ha lavorato duramente per riformare la legge di antecedenza, chiamata Pretrial, e per cercare di proteggere i funzionari statali dall’essere investigati. L’intenzione di un folto gruppo di deputati è quello di smantellare gli sforzi anti-corruzione avviate nel 2015 e decidere a piacimento sull’immunità di alcune figure politiche.

Una rescissione prematura e unilaterale. Inoltre, come ricorda il giurista Alexander Aizenstadt, i giudici stessi valuteranno se la riforma è compatibile con la Costituzione. Infatti, su molti di questi deputati e dei loro partiti pesa l’ombra della corruzione. Il giurista ritiene che la decisione di Morales “si scontri direttamente” con l’accordo con le Nazioni Unite: “Il suo effetto è di rescindere l’accordo prematuramente e unilateralmente”, dice, “qualcosa che non consente né la legge internazionale né quella guatemalteca”. Università, associazioni studentesche, organizzazioni sociali e gran parte della comunità internazionale si sono opposte alla tesi secondo cui la vera intenzione è distruggere le istituzioni repubblicane e porre fine alla lotta alla corruzione.

Articolo e foto: Repubblica 17 settembre 2018

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Lettera da un giovane ospite del Centro MilFlores: Isaias Choc Choc

Mi chiamo Isaias Choc Choc, ho 18 anni, e vengo dal villaggio Agua Negra che si trova a 4 ore di distanza dal Comune di San Luis, nel Dipartimento del Petén. Sono il secondo di cinque fratelli, vivevo con mio padre e mia madre.
Attualmente sto frequentando il quinto anno della scuola per periti contabili.
Mia madre si dedica alla casa e aiuta mio padre nel lavoro dei campi, in particolare nella semina di mais e fagioli.
Questo lavoro purtroppo non è sufficiente per andare avanti, mantenere la famiglia e farci studiare.
Il denaro che si guadagna è poco, mio padre non ha uno stipendio fisso e per questo motivo non ci ha potuto garantire gli studi. Noi figli abbiamo aiutato a coltivare la terra, ma non è stato facile.
Io ad esempio dovevo lavorare mezza giornata e anche cercare di studiare, ma dato che non avevo i soldi per pagarmi il bus dovevo camminare due ore per andare a scuola nel villaggio Secoyab.
Ma era l’unico modo per poter studiare.
Finito il terzo anno, ho dovuto però lasciare la scuola: dovevo andare alla comunità di Machaquilalto e avrei dovuto impiegare 3 ore e mezza per arrivarci.
Così, per un anno, mi sono dedicato al lavoro per aiutare mio padre con le spese della casa e permettere ai miei fratelli di frequentare le elementari. Avevo 15 anni.
Poi abbiamo saputo che al Centro MilFlores davano delle borse di studio a giovani con poche risorse economiche ma che volevano impegnarsi davvero per avere un buon lavoro nel futuro, per potere andare avanti e aiutare le proprie famiglie.
Nel 2016 ho avuto così l’opportunità di riprendere la scuola e iniziare il quarto anno di Perito Contabile con indirizzo informatico; e siccome ho avuto dei buoni voti ho potuto studiare anche nel 2017.
 Sono  ormai due anni che vivo al Centro e grazie al mio comportamento e alla mia voglia di fare sto riuscendo ad ottenere ciò che desidero, per diventare un professionista, essere in grado di aiutare un domani i miei genitori, e in particolare fare in modo che il mio fratellino più piccolo, che ha dovuto lasciare la scuola per le difficoltà della mia famiglia, possa frequentare le elementari e riprendere a studiare.
GRAZIE Centro MilFlores!
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Aiutaci a farli crescere – Approfondimento sul Centro Milflores

“Aiutaci a farli crescere” è il titolo della campagna per il 5 per mille di Progetto Continenti di quest’anno, tramite la quale vogliamo approfondire gli aspetti più complessi e spesso sconosciuti dei progetti di cooperazione internazionale che hanno come destinatari dei minori.

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